Lettera della Dirigente agli studenti sui gravi fatti accaduti al Chiodo

Cari ragazzi,

Appena ho saputo di quello che è accaduto al Chiodo, ho pensato a voi, che vedo ogni mattina entrare, uscire, girare per i corridoi, carichi di sorrisi e di sogni e mi sono detta: nessun coltello dovrebbe spegnere i sorrisi e i sogni di un ragazzo.

Devo anche confessare che, per deformazione professionale, mi sono anche chiesta che cosa possa fare una dirigente scolastica per evitare che si ripetano drammi del genere. Perché il Costa non è un isola felice: anche da noi esiste la violenza e la violenza va estirpata all'inizio, prima che deflagri in modo così terribile.

Va sradicata quando è come un vermetto perfido che si annida in un commento acido sui social, in un saluto negato, in uno spintone, nella gelosia per qualcuno che ci piace tanto e non ci rivolge la parola, altrimenti può diventare un drago pauroso che si mangia la nostra vita e quella degli altri.

Mi sono anche chiesta: che esempio diamo noi adulti? Viviamo in una società violenta in cui la forma più orrorifica della violenza, la guerra, sembra tornata ad esser prassi normale, cosi come la violenza dell'uomo in confronti della Natura.

Di fronte a questo la mia proposta riprende il gioco di parole di un bravo scrittore, Alessandro Bergonzoni: sbellichiamoci.

Togliamo, quindi, il "bellum" dalla nostra vita, in tutte la su forme, piccole e grandi. Ma sbellicarsi può voler dire anche ridere, perché a volte l'ironia e la risata sono il miglior antidoto per disinnescare la violenza.

E c'è un altro potentissimo antidotoalla violenza: la cultura. Un libro letto con cura può essere un'efficacissima arma difensiva

Socrate non è solo quello che talvolta incontrate nelle versioni di greco, ma anche un uomo che ha preferito bere la cicuta piuttosto di commettere un atto violento contro le leggi della sua città.

Dante non è solo il poeta che dovete studiare per l'interrogazione d'italiano, ma l'uomo che forse ha spiegato nel modo più sublime che l'amore non c'entra nulla con il possesso.

E toglierci dalla testa l'idea di possesso forse è un altro potente antidoto alla violenza. Spesso infatti, la violenza nasce dal desiderio incontrollato di possedere un oggetto, un posto di lavoro, una persona o un'altra nazione addirittura.

Invece, cari ragazzi, siate orgogliosi di quello che siete e sapete, non di quello che possedete.

Con affetto.